I FIGLI DELL'ORCO

7:02:00 PM Posted In , , , , , , , , , Edit This 2 Comments »

 Ho scritto un libro, sul mio lavoro, sulla mia vita. 

È un libro duro, veloce, com'è il lavoro dell'educatore, sempre a rincorrere un'emergenza, sempre in movimento, sottopagati, sottostimati, persi dentro un ambiente sociale silenzioso e ignorato, a volte svilito.

Ho preso tanti pezzetti di storie che mi si sono appiccicate addosso e ho costruito una storia.

Ogni fatto purtroppo è accaduto davvero e ne sono stata partecipe.

Spero abbiate voglia di leggerlo.


Il pubblico seduto

in poltrona 

alla sera

è affamato di violenza

di orrore,

ma violenza digeribile,

quella che ti fa andare

comunque a letto tranquillo.

Nessuno in realtà

vuole sapere

quello che succede

a certi bambini.

Nessuno.



IL DIFFICILE DI ESSERE DIFFICILE

9:44:00 PM Posted In , , , , , , Edit This 0 Comments »
Negli ultimi anni i bambini con disturbi dell’apprendimento e del comportamento, certificati a scuola, sono esponenzialmente cresciuti. 
Ognuno può trarre le sue valutazioni, quello che a me fa riflettere è che stiamo vivendo all’interno di una società dove il comando è “godi!” e non “Rinuncia!” che era la regola della civiltà di un tempo. 
Ci troviamo di fronte ad una nuova inclinazione, non più legata all’assunzione del limite, bensì all’assenza del divieto.
Diventa sempre più difficile per gli educatori sia professionisti che insegnanti o genitori, introdurre la dimensione della regole, insegnare il valore del limite e della legge. I genitori hanno paura di vedere soffrire i figli, non vogliono frustrare le loro aspettative e le loro richieste, così per i ragazzi diventa complicato essere in grado di sopportare l’attesa e la distanza tra il momento della richiesta e quello della soddisfazione. 
E’ proprio questo “NO” che i genitori faticano a pronunciare diventano importanti quando i bambini incontrano la scuola che è il luogo delle regole, degli obblighi. Le regole non devono essere vissute solo come limite o impedimento, le regole servono per il rispetto e il funzionamento sociale della classe, ma servono  anche  per rispettare le richieste di apprendimento, di conoscenza dei codici verbali e scritti a cui il bambino si deve conformare e adattare.
Spesso purtroppo anche la logica messa in campo di chi si occupa di questi ragazzi è  in linea col discorso sociale. Bisogna “correggere”,” normalizzare”,  l’obiettivo è fare scomparire il sintomo insopportabile per genitori e insegnanti.  Le conseguenze dell’applicazione di questo paradigma terapeutico sono la normalizzazione anche a costo di utilizzare terapeuti – psicologi o psichiatri - somministrare farmaci e quindi l’assegnazione di un handicap.
 Io sono una educatrice, non ricerco la “medicalizzazione” ad ogni costo e sono convinta che la miglior “cura” sia garantire relazioni interpersonali basate sul valore del singolo, delle sue capacità e non sulle sue mancanze, dare importanza alle qualità relazionali e ai rapporti affettivi.

Premetto, non sono contraria ad ogni forma di terapia, ci sono oggettivamente soggetti con sofferenza psichica, ci lavoro da oltre 18 anni, ma sono contraria alla teoria del “malato” a tutti i costi, senza dare ascolto a ciò  che il ragazzo/bambino ha l’esigenza di comunicare. Bisogna chiedersi come suscitare la sua dimensione di desiderio, costruire un suo progetto di vita. 
Noi come educatori sappiamo che è il desiderio di un bambino dipende dal desiderio dell’adulto, sia genitore, insegnante o educatore che si prende cura di lui.
Per questo consiglio ai genitori che si trovano con un figlio con problemi di comportamento a scuola ad esigere dalla scuola stessa la presenza in classe di un educatore professionale che segua tutti i ragazzi (non solo il suo) attraverso un percorso di crescita personale e sociale.

SONO UN EDUCATORE PROFESSIONALE

12:41:00 PM Posted In , , , , Edit This 0 Comments »
SI, E' VERO, SONO UN EDUCATORE. SO CHE MOLTI DI VOI PENSERANNO E CHE VOL DI'?? la mia professione è bellissima,pensate che ho avuto l'onore e anche l'onere di operare con minori a rischio, minori in carcere, in stato di abbandono o abuso,in psichiatria, presso una comunità, ho operato con tossicodipendenti e ora lavoro con la disabilità. Ho visto veramente di tutto in trent'anni, (28 per la precisione). ora per una serie di ragioni di salute - mia e di mio marito - sono a casa. Per un lungo periodo non ho più dovuto correre appresso ai problemi e questo mi ha riacceso i ricordi, le cose belle e brutte che mi son rimaste nell'anima. Così, un po' senza pensarci, un po' come progetto per fare qualcosa (mi sono data la volontariato per qualche ora alla settimana, ma non mi compensa del tutto anche se mi diverte)ho iniziato a scrivere. Chi frequenta questo blog da un po' sa che amo scrivere, così ho riassunto tutti gli episodi soprattutto dolorosi dei miei mille utenti e ne ho fatto dei personaggi, li ho sistemati in un luogo e si è creata una storia. una storia dura, ve lo dico già, ma tutta vera. Non tutto ciò che succede ai personaggi è successo ad una sola persona, sono tante storie riassunte in una, ma sono tutte vere e tutte accadute a me, non sono racconti di altri, sono storie mie, che mi si sono attaccate addosso e ormai fanno parte di me. Farò pubblicare questo libro a breve, se vorranno pubblicarmelo, ma volevo comunque riproporlo qui nel mio spazio personale nel mondo, per far conoscere ai più un lavoro difficilissimo e importante come il mio che spesso non è nemmeno conosciuto. Vi ricordo che alcune pagine sono dure da digerire, ma per la maggior parte di voi che assiste al telegiornale e sente parlare di abusi sui minori, non viene da pensare veramente il significato di questa parola, ABUSI. Quando rapiscono un bambino, non lo portano a Gardaland, non viene rapito per tenerlo con se e adottarlo, per lo più ciò che gli succede è questo. Lo so non piace ai benpensanti ma è così. BENVENUTI NEL MIO MONDO. ZIA LELLA