DA DEE A STREGHE...(seconda parte)

5:59:00 PM Edit This 1 Comment »



Quando ero piccola, credevo di essere una strega, perchè spesso avevo pensieri perfidi su chi non mi piaceva. Sognavo di poter muovere gli oggetti e mandare maledizioni a destra e a manca.


Mi ci sforzavo pure, mi concentravo e provavo a fare come le fattucchiere che vedevo in tv. Inoltre da che ricordo, quando andavo a vedere Biancaneve al cinema, tenevo sempre per Grimilde, la strega cattiva perchè, pensavo, effettivamente era più bella di quella sciacquetta di Biancaneve!! E ne sono ancora convinta. Poi sono cresciuta e a carnevale mi sono quasi sempre vestita da strega.


Ora faccio l'educatore, mi occupo di sfiga umana, in tutte le sue versioni, non credo più di poter fare magie e malefici, ma penso ancora di essere una strega.


Per me essere streghe significa essenzialmente essere in armonia con l'istinto femminile, ovvero l'istinto primordiale della natura.


Secondo me l'uomo riesce a vedere, capire e agire secondo uno schema prettamente egocentrico: IO UOMO AL CENTRO DEL MONDO.


La donna invece per sua natura ascolta e impara sui ritmi naturali. Il suo stesso essere si muove su ritmi naturali dati dalla luna, dalle maree; la donna crea vita, e creandola la riceve (viviamo in media più a lungo...e non ditemi perchè gli uomini si stressano di più!!!).


Siamo streghe se per streghe si intende profonde conoscitrici di tutta quella dimensione che l'essere uomo vive, che non è solo intelligenza, matematica e realtà.


Noi stiamo a contato col mondo fantastico infantile, quando educhiamo e alleviamo i figli, siamo a contatto col mondo della sofferenza quando - spesso - accompagnamo i nostri genitori verso il loro ultimo periodo di vita. Siamo a contatto con l'anima umana nel bene e nel male, per tutta la nostra vita. Ci piaccia o no.


Per moltissime di noi, la vita in famiglia comporta tutta una serie di mediazioni e di intuizioni che probabilmente nessun ambasciatore o console onorario può immaginare; questo crea anche una grande capacità di capire ed affrontare la realtà.


Penso che tra coloro come me che hanno passato gli "anta", ce ne siano molte che pensano alle loro madri come capacissime contabili e organizzatrici aziendali , infatti riuscivano a conciliare il magro stipendio con famiglie numerose, serenità familiare, organizzazione del lavoro domestico e a volte - la mia si - lavoravano pure.


Questa è magia!!!!


Nel prossimo capitolo parleremo di come la penso sul sesso.


baci a tutte.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie della visita. Torna a trovarmi. Pinguino Nero.